XY Lab: come rendere presente il futuro prossimo

In Arts and Culture

<p><span id="docs-internal-guid-14382525-7313-09a7-6aa5-3fe210ea8718">Nel magnifico Castello Baronale De Gualtieriis di Castrignano de' Greci è in corso fino al 31 luglio la seconda edizione della manifestazione XY lab, organizzata da un cluster di giovani professionisti pugliesi che si occupano di comunicazione e di web nel senso più lato del termine. X e Y sono due laboratori di ricerca e di progettazione nell'ambito del new publishing e del "videom-h-acking" con la missione di "condividere metodologie e tecnologie per stimolare l’autoproduzione e sviluppare capacità ibride per aprire nuove opportunità".</span></p><p><span id="docs-internal-guid-14382525-7313-09a7-6aa5-3fe210ea8718"> </span></p><p><span id="docs-internal-guid-14382525-7313-09a7-6aa5-3fe210ea8718"><em>di Paola Micalizzi</em><br /></span></p>

L’iniziativa è rilevante per la sua contemporaneità sia per i topic affrontati che per la metodologia di insegnamento innovativa, inquadrata nell’iniziativa della Regione Puglia “Laboratori dal basso”, un approccio didattico applicabile e auspicabile per qualsiasi materia e grado di istruzione. Il paradosso è stato che la modernità della proposta avrebbe potuto essere d’ostacolo all’assegnazione dei finanziamenti europei, che richiedevano di rispettare un modello di lezione frontale. È da qui infatti che è iniziata l’azione di hacking, non digitale in questo caso: sono state presentate delle co-docenze su due bandi che retribuivano 8 ore ciascuno, dove ogni insegnante avrebbe svolto 2 ore, mente le altre sarebbero state (e sono) volontarie. Da qui le due direzioni X e Y, che dividono idealmente a metà un progetto che in realtà è all’insegna dell’organicità.

Il superamento della lezione frontale è il workshop che promuove la cooperazione tra studenti e insegnanti sia dal punto di vista della scelta degli argomenti, sia da quello del’apporto dei contributi, sia dalla dinamica partecipativa degli interventi. Inoltre l’affiancamento continuo tra l’apprendere e il fare, quindi il learning e il making, favorisce dinamiche di tipo inferenziale, in parole povere empiriche, di gran lunga le più efficaci.

 

Sono sessanta, tra cui dieci stranieri, i ragazzi che hanno superato la selezione per partecipare al progetto e che sono arrivati in questo minuscolo paese dell’entroterra Pugliese, non certo facile da raggiungere, per lavorare insieme ai numerosi insegnanti d’eccezione che hanno aderito al progetto.

Tra di loro Salvatore Iaconesi e Oriana Persico (artisopensource) creatori del network Near Future Education di cui XY è il primo cantiere. Il network teorizza nuovi sistemi educativi, in un’ottica di open source, cioè di condivisione totale della conoscenza. I due inoltre hanno sperimentato qui per la prima volta il sistema di creazione della mappa Human Ecosystem, un sistema per tracciare sottoforma di network interattivo il sistema di relazioni sociali e scambio di contenuti creatosi durante la manifestazione.

 

Il centro di ricerca Fablab, che lavora side by side con le Officine Arduino di Torino, ha inviato una persona, e così la Magic Lantern, firmware di supporto alle videocamere Canon, creando una connessione tra i due poli per creare una videocamera guidata da Arduino, che si chiamerà Lantern.ino. Nel tavolo a fianco Eugenio Battaglia, biohacker ed esperto in neuroscienze, è alle prese con la costruzione di un caschetto neurale in grado di decodificare gli impulsi elettrici del cervello. Dall’Università di Firenze è arrivato un’insegnante di storytelling, e altri due insegnanti provengono dalla super selettiva scuola di design della comunicazione ISIA di Urbino, che ha sede in un antico monastero di amanuensi.

In preparazione per il 30 e 31 luglio una mostra etnografica dove le storie delle persone e del paese di Castrignano verranno elaborate ed esposte sottoforma di congegni meccanici, rappresentazioni digitali, strumenti interattivi, storytelling, per intrecciare un rapporto con la popolazione locale e lasciare un segno nel territorio che non si limiti ad usufruire delle strutture di accoglienza e ristorazione.

I laboratori di fatto sono divisi in sei tavoli, che collaborano tra loro, per problem solving congiunti in cui è l’unione delle conoscenze e dei metodi che porta a nuove intuizioni.

Agli sponsor è stato proposto non un classico scambio di loghi, ma lo svolgimento di un laboratorio di ricerca su tematiche di loro interesse. Inoltre è stato lanciato un crowdfunding per la prosecuzione dei progetti iniziati, a cui è ancora possibile partecipare.

Sull’account dedicato di Storify si trovano i post dei partecipanti su Facebook e su Twitter, sia di genere “mindful”- sui progetti in sviluppo, che “mindless”, restituendo un’idea dell’atmosfera che si vive nel castello, trasformato in una factory con tanto di mascotte, il cane ramingo Zeta, adottato per l’occasione.

L’attenzione dei media è stata importante considerata l’assenza di un ufficio stampa e la location molto isolata (è possibile consultare la rassegna stampa a questo link). L’iniziativa, grazie alla vasta rete delle persone coinvolte, ha raggiunto lidi lontani, tanto da suscitare l’interesse dell’università della Florida, che ha contattato gli organizzatori per una partnership. Ci sono quindi buone prospettive: se la manifestazione è raddoppiata dalla prima alla seconda edizione ci auguriamo che si ingrandisca ulteriormente e possa avere, in the Near Future, le risorse per proseguire i progetti lungo tutto il corso dell’anno e rivolgersi a un numero sempre maggiore di partecipanti.

Link Box

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