Vaccini, morbillo e incongruenze locali

In Science and Society

<p>Ad alimentare in certe persone la paura irragionevole dei vaccini visti come qualcosa di “innaturale”, ci ha pensato nel 1998 il chirurgo A. Wakefield, sostenendo in base a dati fraudolenti che il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) provoca l’autismo.</p><p></p><p><em><br />di Giorgio Dobrilla</em></p>

Questa bufala a pagamento (che inevitabilmente ha creato angoscia) è stata denunciata sin da subito dalla comunità scientifica internazionale e Wakefield è stato per questo radiato dall’Ordine dei Medici. Le esperienze pro-vaccino invece abbondano: una di esse, molto emblematica, dimostrava ad es. che in un Paese africano i decessi per morbillo erano diminuiti grazie al vaccino del 91% (da 400 mila a 36mila!).

La mancata vaccinazione, rende inoltre impossibile la sconfitta di questa virosi prevista entro il 2015 e infatti mesi fa un documento dell’ECDC (ente per la prevenzione delle malattie in Europa) ha confermato che il morbillo non sta affatto scomparendo. Quasi 12mila casi in Europa tra l’11/2012 e il 10/2013 così ripartiti: 2177 in Olanda (1 per milione di abitanti), 2261 in Inghilterra (36 casi/milione), 1660 in Romania (77 casi/milione), 3429 in Italia (56 casi/milione) e 1723 in Germania (21/milione). In più del 90% il morbillo colpisce i non vaccinati o i vaccinati con solo una dose, ciò che attesta la grande efficacia vaccinale.

Interrompere la contagiosità di un virus grazie al vaccino significa debellare la malattia, com’è dimostrato dalla scomparsa definitiva del vaiolo, sancita da una dichiarazione ufficiale dall’OMS nel 1980. Non vaccinarsi significa invece concorrere alla sopravvivenza del virus, aumentare il rischio di contagio e quindi il numero di potenziali complicazioni anche gravi. L’età più esposta al morbillo è quella pediatrica, ma oggi si registra una suscettibilità ad ammalare di questa virosi pure di adolescenti e adulti.

La pericolosa contrarietà dei “NO VACCINO” tout court, oltre che dalle fole di Wakefield, è favorita dal fatto che non si vedono più in giro né malati di vaiolo né pazienti con poliomielite, ciò che rimuove la percezione del pericolo, perché “occhio non vede, cuore non duole”. I danni socio-sanitari della non-vaccinazione saranno sicuramente all’attenzione del nuovo assessore alla Sanità, Signora Martha Stocker, cui auguriamo sinceramente buon lavoro (i problemi non le mancano certo!), ricordandole tuttavia che i fautori dell’omeopatia remeranno, come in passato, contro le raccomandazioni a vaccinarsi del suo Assessorato, che in contemporanea ha paradossalmente attivato un Servizio di omeopatia e di altre “medicine alternative”. Ciò è una contradictio in terminis, del tipo “botte piena e moglie ubriaca”. L’opportunità di erogare cure palliative a chi ne ha bisogno, se questo mi si obiettasse, ovviamente non c’entra nulla e merita tutto il nostro plauso.


Prof. Giorgio Dobrilla

Primario Gastroenterologo Emerito dell’Ospedale Regionale di Bolzano
17 marzo 2014

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