Urbanistica: le Megalopoli e la città a-sincrona

In Debates and Public Life

<p>In futuro, si potrebbe organizzare diversamente la vita cittadina, a fronte di città "troppo affollate". Si potrebbero superare i danni degli orari "sincroni" degli spostamenti della cittadinanza e ne potrebbero conseguire benefici significativi nell'utilizzo delle risorse disponibili.</p>

da un intervento di Alfredo Bregni nel corso di Innovatori Jam 2011

 

L’idea è tratta da uno studio americano degli anni 60.

Si tratterebbe di lavorare 10 ore al giorno per 4 giorni feriali e di godere quindi di 4 giorni festivi. I giorni feriali e festivi verrebbero attribuiti ai cittadini in scaglioni: rispettivamente per centri urbani piccoli, medi e grandi, i cittadini verrebbero divisi in 2, 4 od 8 gruppi diversi, che lavorano o riposano sfasati di 4, 2 o 1 solo giorno un gruppo dall’altro:

– Si avrebbero 40 ore di lavoro su 8 giorni, invece che su 7. E un tragitto casa-lavoro-casa per 4 giorni su 8 invece che per 5 giorni su 7;

– Attività e servizi sarebbero in funzione senza soluzione di continuità. Gli impianti e gli uffici lavorerebbero 70 ore, invece di 40, su 7 giorni (impiegando il doppio di personale);

– Il carico del commuting su strade urbane ed extraurbane, metropolitane e treni verrebbe ridotto a metà, con l’utenza “festiva” che utilizzerebbe le medesime risorse in modi e tempi di-versi;

– Le risorse del tempo libero, come spiagge, campi di sci, alberghi e ristoranti dei luoghi di villeggiatura si utilizzerebbero 7 giorni su 7 invece di 2 soli giorni, e da parte di metà clienti alla volta;

– Le strade per raggiungere i luoghi di villeggiatura si utilizzerebbero 7 giorni su 7 all’andata e al ritorno e non 1 giorno solo, all’andata o al ritorno; il numero di utenti si ridurrebbe di 8 volte (per le città più grandi);

– Il riposo base durerebbe il doppio dell’attuale week-end; 4 giorni di ferie basterebbero per prendere 12 giorni di vacanza; 4+4 giorni di ferie consentirebbero di rimanere in vacanza 20 giorni;

– Se le 10 ore di lavoro iniziassero scaglionate tra le 8 e le 10, ci sarebbe tempo per accedere a servizi urgenti prima o dopo il lavoro; per la spesa settimanale si potrebbe utilizzare il primo o l’ultimo dei 4 giorni festivi di ciascun gruppo di cittadini, evitando così il sovraccarico del sabato-uguale-per-tutti;

– A fronte di 10 ore di lavoro diurno, i turni di notte potrebbe essere di 8 e mezza e 7 ore soltanto, con minor stress e un’utile sovrapposizione di mezz’ora. Il turno diurno potrebbe essere 07.00-17.00, con turni notturni 16.30-01.00 e 00.30-07.30 (utili per scaglionare ulteriormente il carico sui trasporti la mattina e la sera).

Nulla, se non la tradizione, si oppone alla realizzazione dell’idea.

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