#TecArtEco: Clouds,Tecnologia e Ambiente, le nuove alleanze tra natura e hi-tech

In Arts and Culture

<p><em>Lugano, </em><em>Tec Art Eco 2011. </em>Possiamo immaginare nuove alleanze tra natura e tecnologia in grado di fornire un habitat al nostro esistere tecnologicamente modificato? Se ne parla il 5 maggio durante l'incontro “Clouds, Tecnologia e Ambiente”, che vede la partecipazione di<a href="http://www.tecarteco.net/2011/04/05/luca-mercalli/" target="_blank"> </a>Luca Mercalli (metereologo), Carlo Infante (critico di media art), Massimo Banzi (designer) e, come moderatore, M. Conforti (giornalista).</p>

Luca Mercalli, metereologo e climatolo italiano celebre per il contributo alla trasmissione Che tempo che Fa di Rai3, riflette sull’impatto ambientale delle tecnologie e dialoga con Massimo Banzi, fondatore di Arduino ed esperto di interaction design e Carlo Infante, critico di media art, moderati da Mario Conforti (giornalista RSI), per immaginare nuove alleanze tra natura e tecnologia in grado di fornire un habitat al nostro esistere tecnologicamente modificato.

 

“Clouds, Tecnologia e Ambiente” – Giovedì 05 Maggio  ore 18.30-20.00 – Auditorium USI via buffi 1 Lugano. 

 

 Carlo Infante è docente freelance di Performing Media, presidente e managing director di Urban Experience. Ha diretto, negli anni Ottanta, festival come Scenari dell’Immateriale, condotto (anche come autore) trasmissioni radiofoniche su Radio1 e Radio3, televisive come Mediamente.scuolasu RAI3 e Salva con Nome su RAInews24 (nel 2009). Ha ideato (in occasione delle Olimpiadi Torino 2006) format web, come il geoblog (che permetteva di scrivere storie nelle geografie, ben prima di prima di GoogleMaps), che esplicitano la tensione creativa di una Social Innovation agita nel territorio (come è accaduto con i Performing Media Lab in Salento, per La Notte della Taranta, e in Piemonteall’interno di un Bene Confiscato alle Mafie). E’ autore, tra l’altro, di Educare on line (1997, Netbook), Imparare giocando (Bollati Boringhieri, 2000), Edutainment (Coop Italia, 2003), Performing Media. La nuova spettacolarità della comunicazione interattiva e mobile (Novecentolibri, 2004), Performing Media 1.1 Politica e poetica delle reti (Memori, 2006) e di molti altri saggi e articoli per più testate (tra cui, attualmente, NOVA-Sole24ore e L’Unità per cui sta curando l’inserto mensile Unitag).

 

 

ph by Alberto GeddaPresiede la Società Meteorologica Italiana, fondata nel 1865, dirige la rivista Nimbus e si occupa di ricerca su clima e ghiacciai delle Alpi. Svolge intensa attività didattica e di informazione come editorialista per La Stampa, dopo vent’anni a La Repubblica. Scrive anche su Donna Moderna e Gardenia. Ha condotto un migliaio di conferenze e in televisione fa parte dello staff di RAI3 Che tempo che fa e RAI2 TGR Montagne. Vive in una casa alimentata da energia solare. Tra i suoi libri: Filosofia delle nuvole e Che tempo che farà per Rizzoli, e Viaggi nel tempo che fa per Einaudi.

 


 

Massimo Banzi si occupa di Design Interattivo sia come consulente che come insegnante. Ha fondato il progetto Arduino, primo esempio di successo nel campo dell’hardware open source. Ha lavorato su progetti per clienti come Prada, Artemide, Persol, Whirlpool, V&A Museum e Adidas. E’ stato per 4 anni professore associato all’Interaction Design Institute di Ivrea. Oltre ad Ivrea ha insegnato presso istituzioni come: CIID – Copenhagen, Architectural Association – London, Central Saint Martin – London, Bartlett – London, Hyperwerk Basel, Hochschule für Gestaltung und Kunst Basel, Hochschule für Gestaltung Schwäbisch Gmünd, FH Potsdam, Domus Academy, Medialab Madrid, Escola Superior de Disseny Barcelona, ARS Electronica Linz, Mediamatic Amsterdam, Doors of Perception Amsterdam. Prima di Ivrea è stato CTO dell’incubatore Seat Ventures ed ha lavorato per molti anni come software architect,sia a Milano che Londra, su progetti per clienti come Italia Online, Sapient, Labour Party, BT, MCI WorldCom, SmithKlineBeecham, Storagetek, BSkyB e boo.com.

 

 

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