Smau 2013: startups e imprese a caccia dei fondi strutturali

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<p>La 50^ edizione accende i riflettori sulle politiche concrete a supporto delle imprese, messe in atto dagli Assessorati alle attività produttive allo Sviluppo economico e all’Innovazione delle più dinamiche Regioni Italiane, dalle agevolazioni e strumenti finanziari, allo sviluppo di startup e nuove imprese, al rapporto con le strategie della Comunità Europea.</p>

La 50^ edizione si è aperta con il Convegno dal titolo Startup, innovazione e imprese: le Regioni protagoniste” che rappresenta un momento di sintesi e confronto tra gli Assessorati alla Attività produttive delle principali regioni italiane e le rispettive strategie di supporto alle imprese in chiave di innovazione e sviluppo, anche in vista della nuova programmazione dei fondi strutturali comunitari.  Al centro del dibattito il mondo delle startup e della ricerca industriale nel nostro Paese, che, insieme alle più innovative Regioni Italiane, tra cui Regione Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto, sono i protagonisti della nuova area IBX – Innovazione per il Business Expo.

Una tre giorni dedicata al mondo dell’innovazione e delle tecnologie digitali per le imprese che punta a presentare le ultime novità tecnologiche per il business insieme ai più grandi player del settore: Aruba, Avaya, Cisco, Dell, Fujitsu, Huawei, IBM, Infor, Intel, Lenovo, Microsoft, NetApp, Polycom, Salesforce, Sap, TeamSystem, Telecom Italia, Vodafone, Wacom e Zucchetti. A guidare imprenditori e manager verso una maggiore consapevolezza sulla necessità di una svolta “digitale” per il proprio business un calendario di oltre 600 workshop a cura delle più prestigiose scuole di formazione manageriale italiane, come School of Management del Politecnico di Milano, Sda Bocconi School of Management, università come la LIUC Università Carlo Cattaneo, l’Università degli Studi di Brescia, società di consulenza come Gartner e associazioni come IWA, Anfov, Aism e molte altre. Accanto ai grandi player del digital quest’anno Smau ospita la nuova area IBX – Innovazione per il Business Expo, che raccoglie l’ecosistema dell’innovazione del nostro Paese: oltre 200 attori tra centri di ricerca, laboratori, incubatori, acceleratori di innovazione e startup, provenienti da tutto il territorio nazionale accompagnati dagli Assessorati alle Attività Produttive e Innovazione delle più dinamiche Regioni Italiane, tra cui, per citarne alcune, Regione Lombardia, Emilia-Romagna, Calabria, Campania, Piemonte, Toscana, Veneto e Puglia.

Nel dare il benvenuto all’edizione appena aperta Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di Smau sottolinea il ruolo centrale dell’imprenditore per il rilancio del nostro Paese: “Per il nostro Paese la sfida, l’impresa più grande e affascinante di questi tempi è sicuramente quella dell’innovazione digitale, mettere a stretto contatto le PMI e la carica innovativa delle startup. Ma anche valorizzare le uniche risorse sostanzialmente disponibili per il cambiamento delle imprese: quelle dell’UE, con cui le Regioni fungono da decisivo anello di congiunzione. Questo è il passaggio obbligato per un Paese che deve agganciare i primi segnali di ripresa. L’innovazione che può e deve fare il bene del nostro Paese è quella che parte dagli imprenditori che hanno idee, progetti e li mettono a disposizione del territorio in cui vivono, quella degli imprenditori che allevano talenti e hanno la visione del futuro. Da loro si deve partire, dalle loro esigenze, dall’ascolto e dalla capacità di parlare la loro lingua. Non ci sono altre strade se si spera davvero di avere una declinazione concreta di progetti come l’Agenda Digitale. Nel nostro Roadshow Smau 2013 abbiamo visto aumentare la presenza di imprenditori ai nostri eventi del 15-20% su ciascuna tappa. È un segnale di un fermento che non possiamo sottovalutare: l’imprenditore infatti è la risorsa più importante per creare sviluppo, in Italia e nella nostra cultura, più che in qualsiasi altro Paese al mondo. Per supportare l’impresa e l’imprenditore bisogna lavorare in primis sull’ecosistema che lo circonda. Pubblica Amministrazione Regioni, Associazioni di categoria, Aziende ICT che vendono innovazione… e ovviamente Imprese. Per questo abbiamo deciso che in questa cinquantesima edizione dovesse essere presente l’interno ecosistema italiano dell’innovazione”.

“Quello tra startup e industria è un ‘matrimonio’ perfetto – spiega Alvise Biffi, presidente Piccola Impresa Assolombarda e vicepresidente Assolombarda come rappresentante delle imprese in sala – Il nostro tessuto industriale è composto prevalentemente di piccole e medie imprese. Hanno il vantaggio della flessibilità, ma la loro dimensione è un problema nel mercato globale. Attraverso le nuove tecnologie, però, possono confrontarsi anche con colossi da decine di migliaia di addetti, raggiungere un mercato mondiale di 7 miliardi di consumatori, sviluppando nicchie di eccellenza che facciano leva sull’innovatività dell’industria italiana. Per accedere a questo mercato servono spinta all’innovazione, entusiasmo, competenze tecniche e familiarità con le tecnologie, elementi tipici di una startup, che a sua volta trova nelle PMI strutturate un mercato già consolidato, una relazione con il territorio, risorse e competenze economiche, tecniche e gestionali”.

“Ma anche le Regioni sono un partner fondamentale – prosegue Biffi – Hanno un ruolo guida per le imprese, conoscono le eccellenze del territorio e sono il canale attraverso cui drenare risorse fondamentali, come gli 87 miliardi di euro messi a disposizione dall’Ue con i fondi strutturali 2014-2020”.

“Il digital divide delle nostre imprese si supera solo se si sfruttano le opportunità dei fondi strutturali dell’UE – chiarisce Andrea Rangone, Coordinatore Osservatori ICT&Management, School of Management Politecnico di MilanoL’Agenda digitale è entrata finalmente nel linguaggio politico. Mai come in questa fase c’è un’attenzione della politica su questi temi. L’Agenda però si focalizza soprattutto sulle pubbliche amministrazioni. Lo sforzo fatto finora per le imprese, cuore del Paese, non basta. Lo dicono i dati più recenti: le PMI che vendono on line sono il 13% nell’UE a 27, il 4% in Italia. Si investe in ricerca è sviluppo molto meno risorse rispetto alla media europea (1,26% contro il 2,01%) e i certificati hi tech europei sono solo 3,3 per milione di abitanti contro i 9,3 della media UE a 27. I fondi Fse e Fesr sono quindi fondamentali. L’Italia oggi è il Paese a cui spettano più fondi dopo Polonia e Spagna. Ma ne utilizza solo il 40,27%. Fanno peggio solo Bulgaria e Romania. I più bravi ne utilizzano il 70%. Per l’Italia raggiungere questa percentuale significherebbe drenare 8,5 miliardi di euro, 17 miliardi se utilizzasse tutti i fondi disponibili. In realtà la situazione italiana è a macchia di leopardo. Ci sono regioni che hanno già raggiunto il 70% dello sfruttamento delle risorse, altre sono ferme al 20%. La mappa delle startup ricalca questo divario: si concentrano, infatti, soprattutto in Lombardia e nel Lazio”.

“È partito un treno che andrà lontano, quello delle tecnologie digitali – avverte Massimo Pezzini, VP & Gartner Fellow – Da un’indagine che abbiamo condotto su un campione di 350 top manager nel mondo è emersa a propensione a investire l’anno prossimo in questo mercato nel 78% dei casi. Parliamo di un mercato di 5 miliardi di device con connessione a internet, 5,5 miliardi di cellulari, 1,5 di smartphone, altrettanti di PC, 2 miliardi di accessi, un miliardo di utenti facebook (se fosse una nazione, sarebbe la terza più popolosa al mondo), 100 miliardi di ricerche su Google. Questo significa un mare di opportunità per le aziende dell’offerta, per quelle della domanda e per le pubbliche amministrazioni, per le collaborazioni possibili, per gli accessi pervasivi, per l’industrializzazione dell’It e per lo sfruttamento dei dati come prodotto. Gli stessi consumatori oggi non sono più segmenti di mercato ma hanno un volto ben distinto, c’è una segmentazione individuale. Occorre dunque – conclude Pezzini – cavalcare l’onda, con innovazioni di servizi e prodotti, migliorando i rapporti con i clienti/utenti, con accessi a nuovi mercati, riducendo il rapporto costi/efficienza. Soprattutto si deve sperimentare, non temere di sbagliare. Mettersi in gioco, fallire presto se necessario ma ricominciare subito. Così sono nati fenomeni come facebook e twitter”.

A seguire, il confronto tra i protagonisti delle più innovative Regioni italiane. Quali sono le politiche concrete a supporto di imprese e startup nella Regione? Quali le esperienze e best practices consolidate negli ultimi anni? Quali opportunità ha oggi un’impresa o una startup nell’entrare in relazione con l’amministrazione regionale?

A queste domande Mario Caligiuri, Assessore alla Ricerca di Regione Calabria, ha risposto prendendo come esempio la Rete Regionale dell’Innovazione, “un modello di intervento integrato – spiega – che coinvolge tutti gli attori dell’innovazione. Un’iniziativa della Regione Calabria, coordinata da CalabriaInnova, che vede protagonisti Confindustria Calabria, le tre Università calabresi, Unioncamere e i Poli dell’Innovazione. E nell’ambito della Rete, si è svolta quest’anno la V edizione della Start Cup Calabria, la business plan competition che ha raccolto idee ad alto tasso di innovazione in tutta Calabria, poi valutate da un’ampia giuria extra-regionale. È stata un’iniziativa di grande importanza – ha rilevato – perché contribuisce a valorizzare conoscenze e competenze dei laureati, a favorire nuova imprenditorialità, ad attrarre investimenti e a far attecchire in regione profili d’eccellenza. Lo SMAU è un’occasione unica: amplia le opportunità di contatto con potenziali partner industriali e finanziari, e offre una dimensione extra-regionale ai risultati della ricerca calabrese”.

Innovazione ed internazionalizzazione sono stati i due pilastri della politica industriale pugliese, riferisce Loredana Capone, Assessore Sviluppo economico Regione Puglia: “E i primi risultati sono arrivati: secondo i dati dell’ Ufficio italiano brevetti e marchi, da gennaio ad agosto 2013, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il numero di brevetti in Puglia è aumentato del 21% sul fronte delle invenzioni e del 10% su quello dei marchi. Ne hanno beneficiato anche le esportazioni: nel secondo trimestre del 2013, secondo una ricerca di Intesa San Paolo, i distretti della Puglia sono risultati i migliori d’Italia con un incremento del 21,6%. Un risultato, questo, resto possibile anche grazie al boom della meccatronica, uno dei comparti più innovativi dell’economia pugliese. Merito della tenacia delle imprese ma anche della Regione, che ha promosso i Distretti produttivi e tecnologici e ha investito in ricerca e innovazione (nell’ultima programmazione impegnati fondi strutturali per 478 milioni di euro, contro i 76 milioni del ciclo 2000-2006). La Puglia ora si è candida a diventare una regione ‘smart’, tra le prime in Italia, anticipando con i suoi ultimi bandi i temi della prossima programmazione dei fondi strutturali: innovazione, sostenibilità e inclusione per un’economia intelligente, sostenibile e solidale”.

Mario Melazzini, assessore Attività produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia ha ricordato il cinquantesimo anniversario, quest’anno, di Smau Milano, “l’appuntamento italiano più atteso dedicato all’information&communications technology. In questi 50 anni anche la Regione ha avuto un ruolo importante, con la convinzione che ricerca e innovazione rappresentino il motore della crescita e lo strumento di competitività fra Paesi”.  “La Lombardia – aggiunge – deve restare la regione italiana che investe di più in ricerca e innovazione. Vogliamo incrementare le risorse portando al 3% del Pil gli investimenti nel settore. In un momento di crisi occorre fare scelte di lungo periodo e promuovere ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico, non costi da tagliare ma principale investimento per il futuro. Abbiamo attuato misure importanti, un programma innovativo di interventi per start up e re start, un progetto di legge per la competitività e libertà di impresa, l’apertura di importanti bandi per le aziende lombarde, e abbiamo raccolto risultati importanti del programma operativo regionale sui vari assi della programmazione comunitaria 2007–2013, dati che presenteremo a Smau.

“L’innovazione fa parte del Dna dell’Emilia-Romagna e lo sviluppo sostenibile del nostro sistema produttivo è da sempre uno dei principali obiettivi delle politiche adottate dal nostro assessorato – dice Gian Carlo Muzzarelli, assessore Attività produttive di Regione Emilia Romagna – R2B Research to Business rappresenta da 8 anni l’evento che ha dato concretezza e visibilità alla nostra azione politica, mettendo in mostra l’eccellenza della ricerca prodotta dai laboratori della Rete alta tecnologia dell’Emilia Romagna, le imprese innovative, le start up e tutti i soggetti istituzionali che collaborano e supportano la crescita sostenibile del territorio. Nel 2013 grazie alla collaborazione con Smau, Research to Business è diventato un format di successo all’interno di un circuito nazionale, che si chiude ora con l’appuntamento di Milano. Vogliamo che nascano nuove imprese innovative e che sempre più giovani ricercatori entrino nelle imprese: questi obiettivi li sosteniamo con la concretizzazione  del Programma per le Attività Produttive e del Programma per la Ricerca Industriale, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico 2012-2015. Riteniamo che R2B rappresenterà anche in questa edizione 2013 un prezioso veicolo di informazioni mostrandoci una grande varietà di soluzioni e progetti”.

A seguire, Guido Trombetti, vice Presidente e Assessore Università – Ricerca scientifica della Regione Campania: “La Campania ha programmato interventi per sviluppare infrastrutture capaci di promuovere il progresso, ad esempio il progetto per la banda larga ed ultra larga, che porta la fibra ovunque nella regione, raggiungendo il 99,97 per cento dei campani. La nascita dei Distretti ad alta tecnologia  è la parte finale di un processo di innovazione che è passato attraverso la nascita dei centri di competenza e che ha visto la Campania, oggi come in passato, impegnata a rafforzare il sistema di ricerca, innovazione e sviluppo insieme agli  attori del mondo produttivo. Nell’ambito del PON R&C, alla Campania sono stati assegnati 270 milioni, di cui 70 per il potenziamento dei Distretti esistenti e 200 per i nuovi, a queste risorse la Regione ha affiancato ulteriori 70 milioni per integrare il finanziamento a valere sul Programma Operativo Regionale  e gli investimenti dei privati. Si arriva ad un investimento complessivo di oltre 450 milioni di euro”.

“Che il  Piemonte sia una delle Regioni protagoniste dello Smau mi rende orgoglioso ma non mi stupisce – scrive in un messaggio di saluti rivolto ai relatori e al pubblico del convegno di apertura Roberto Cota, presidente Regione Piemonte – dopo anni di duro lavoro, siamo oggi  la regione che più investe in ricerca ed innovazione, oltre ad essere un territorio sul quale è ancora conveniente impiantare un’impresa, soprattutto nell’ambito delle nuove tecnologie e dell’eccellenza industriale in genere.  Il Piemonte deve andare avanti su questa strada e confermarsi anche negli anni a venire come capitale dell’industria più avanzata. Partendo dalla nostra grande tradizione industriale, siamo riusciti a portare le nostre imprese a vincere le difficili sfide del mondo globale”.

In videoconferenza è intervenuto anche Agostino Ghiglia, assessore Ricerca e Innovazione di Regione Piemonte, “Da sempre la nostra regione crede nell’innovazione, soprattutto giovanile. Pensiamo debba diventare quotidiana in rapporto stretto con l’università. Dobbiamo portare la regione a essere un polo di sviluppo d’eccellenza per creare più piattaforme tecnologiche per abbattere il digital divide, passaggio fondamentale per fare business. Per questo ci spendiamo per tutti i cittadini che desiderano innovarsi. L’innovazione è una leva di sviluppo per l’economia ma anche un fattore culturale, è diritto-dovere di ognuno di potersi crescere”.

Al termine della Tavola Rotonda Alessandro Sala di Éupolis Lombardia ha presentato Questio, il sistema che raccoglie tutta l’offerta di ricerca e dell’innovazione di Regione Lombardia messo a disposizione delle imprese italiane, che, burocrazia permettendo, potrà allargarsi attraverso un accordo ad altre Regioni, per aprire il sistema agli attori che si occupano di ricerca e innovazione in altri territori.

 

 

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