PMI spina dorsale dell’Europa: incoraggiare l’imprenditorialità femminile

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<p>La settimana europea delle piccole e medie imprese si è chiusa con un messaggio chiaro: le PMI rappresentano un veicolo importante per la creazione di occupazione di qualità e perciò vanno adeguatamente supportate; in particolare va incoraggiata l'imprenditorialità femminile che non risulta essere ancora sfruttata in tutte le sue potenzialità.</p>

Il rapporto annuale sulle PMI europee, a cura della Commissione Europea, mette dunque in risalto l’importanza dei piccoli e medi imprenditori per la crescita economica e per la creazione di nuova occupazione.

Secondo le rilevazioni del rapporto, le PMI, che impiegano 87 milioni di persone, il 67% del totale dei lavoratori europei, sono infatti da considerarsi la “spina dorsale” dell’economia europea. Si tratta di circa 20,7 milioni di imprese che rappresentano il 98% di tutte le aziende attive in Europa mentre le microimprese con meno di dieci impiegati rappresentano il 92,2% del totale delle PMI. 

L’incidenza delle PMI sul mercato del lavoro è quindi notevole. Secondo lo studio relativo all’impatto delle piccole e medie imprese sul mondo del lavoro, le PMI hanno generato l’85% dei nuovi posti di lavoro in Europa tra il 2002 e il 2012. La crescita occupazionale generata dalle PMI è quantificabile intorno all’1% all’anno, circa il doppio del dato relativo alle grandi imprese, con la sola eccezione rappresentata dal settore del commercio dove le grandi imprese hanno fatto registrare una crescita occupazionale del 2,2% annuo rispetto allo 0,7% delle PMI. Particolare rilevanza hanno inoltre le microimprese che hanno contribuito al 58% della crescita occupazionale totale mentre segnali particolarmente positivi vengono dalle nuove imprese che sono state responsabili della creazione della maggior parte dei nuovi posti di lavoro. 

Per quanto riguarda le prestazioni, i migliori risultati sono stati ottenuti dalle imprese operanti nei servizi, che hanno contribuito a creare il 27% dei nuovi posti, e da quelle operanti nelle comunicazioni e nei trasporti con il 6%. In particolare sono le imprese ad alta tecnologia (circa 46 mila in Europa) e ad alta intensità di conoscenze (circa 4,3 milioni) ad aver fatto registrare i risultati più positivi. Le prestazioni delle PMI variano però a seconda degli Stati membri. Un andamento particolarmente positivo si registra in Germania e Austria, che hanno superato nel 2012 i livelli pre-recessione, mentre per gli altri paesi la crisi ha decretato un rallentamento notevole. È proprio per invertire questa tendenza che la Commissione Europea definisce « imperativo » verificare tutte le opzioni per stimolare la loro crescita. 

L’obiettivo della crescita e dell’occupazione può però essere raggiunto anche attraverso un maggior coinvolgimento delle donne. È infatti ancora basso il numero delle donne imprenditrici che rappresentano solo il 34,4% dei lavoratori autonomi in Europa. Si tratta di un grande potenziale umano inutilizzato secondo la Commissione Europea che ritiene « fondamentale motivare un maggior numero di donne ad avviare e a gestire una loro impresa per generare crescita e occupazione in tutta l’UE ». La Commissione Europea intende dunque promuovere attivamente l’imprenditorialità femminile attraverso una serie di iniziative fra cui la Rete europea delle ambasciatrici per l’imprenditoria femminile, che propone modelli di riferimento cui le donne possono ispirarsi per incoraggiarle a considerare l’imprenditorialità come una possibilità di carriera realistica e la Rete europea di mentori delle imprenditrici che offre consigli pratici alle donne che hanno recentemente avviato una propria impresa. 

La rilevanza delle PMI nella crescita economica e nella creazione di occupazione di qualità è riconosciuta anche dall’ILO che ha lanciato numerose iniziative di supporto nell’ambito del programma per le piccole imprese (Small Enterprise Programme).

Source
Sistema Puglia        
 

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