MULTIVERCITY: IMMAGINARE LUOGHI, ABITARE IL PRESENTE

In Haka Agenda

Poco fa nel corso della Festa dell'Architettura di Roma un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione nello spazio dell'ex mattatoio per focalizzare l'attenzione su alcuni temi caldi legati all'"abitare". Riproponiamo il comunicato nel quale espongono un approccio innovativo alle problematiche trattate.

comunicazione del collettivo Multivercity

Abitare uno spazio significa renderlo luogo, luogo individuale e collettivo. Individuale perché abitare è per prima cosa riconoscersi nell’ ambiente fisico e relazionale in cui si agisce, in cui divengono concrete le aspirazioni, i sogni, le visioni che ognuno ha. Collettivo perché queste ipotesi di contemporaneità viaggiano nei percorsi che la vita insieme disegna, necessitano dell’ altro per divenire progetti. Costruire un luogo, e costruirlo collettivamente, significa immaginare le sue caratteristiche in base alle necessità di ognuno, immaginare le sue funzioni in base alle esigenze di ciascuno, significa vivere tutte queste visioni nella consapevolezza e nel rispetto del’ altro, in maniera orizzontale, libera ed autonoma.

Vivere l’ università dovrebbe essere vivere un luogo in cui i percorsi personali possano incontrarsi e arricchirsi reciprocamente, in cui sperimentare nuove forme di organizzazione e crescita condivise, in cui trovare la libertà di formazione. Vivere l’ università dovrebbe essere vivere la città, incontrare il territorio, le esperienze sociali con cui il percorso formativo dovrebbe confrontarsi e da cui dovrebbe trarre stimoli e forza. Vivere l’ università significa partecipare della sua vita, attraversare caratterizzando le sue parti; significa in una parola gestirla! Liberare questo spazio, sottraendolo al controllo che le istituzioni pretendono, significa ribadire appunto la volontà di ripensare e vivere diversamente l’università, fuori da imposizioni, inserita nei territori; viverla assieme a tutti coloro che la attraversano quotidianamente, provando a costruire, partendo da questo spazio, un Luogo da Abitare. Multivercity vuole essere un opportunità, un diritto ed una responsabilità un luogo da riempire con attività autogestite e aperte e tutti coloro che sappiano parlare di condivisione, orizzontalità e partecipazione. Questo vuole essere uno spazio comune, in cui ognuno potrà agire liberamente, ed in cui ognuno potrà contribuire alla sua definizione.

Questa è la nostra Università, il nostro luogo di formazione , autoformazione, condivisione e scambio. Multivercity è una proposta e un progetto degli studenti per gli studenti per scardinare le logiche del tempo industrializzato e del profitto come valore nell’ università; per dimostrare che la crescita personale, culturale, sociale e politica non passa per dinamiche gerarchiche, per l’ imposizione dei contenuti, ma attraverso il confronto tra soggetti,per la partecipazione e l’ autoformazione. Multivercity è il luogo dell’interculturalità, della riflessione e sensibilizzazione,della formazione di una responsabilità e convinzione a lottare, dell’ elevazione del livello di crescita personale, dello sviluppo delle capacità per rafforzare le ricerche di alternative; è il luogo per rafforzare la socialità dell’ individuo, per rafforzare l’ autostima di ognuno di noi, di lotta per il mondo in cui crediamo, per crescere, sviluppare e diffondere i nostri sogni. Partecipando alla gestione della biblioteca autogestita, che comprende volumi e pubblicazioni di vario genere, acquisite negli anni dalle attività studentesche autorganizzate, alla gestione e al potenziamento del sistema d’ archiviazione e consultazione libero, “ Condivisione dei Saperi”, realizzato grazie al materiale sia di studio che tecnologico che gli studenti hanno recuperato in questi anni di percorsi sociali.

Chiunque potrà, inoltre, partecipare alla realizzazione del nuovo giornale studentesco di facoltà che troverà in questo spazio la sede dell’ assemblea di relazione. Tutti saranno liberi di attraversare e configurare questo luogo, di parteciparne alla gestione e di contaminarlo e arricchirlo con i propri percorsi. Continuiamo a chiedere l’apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni universitarie che ormai da un mese negano ogni spazio di dialogo.

Submit a comment