Meteo finanziario del 10 novembre: Mantenere Mbia e Seat

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Venerdì scorso il dato sulla disoccupazione ha portato, dopo un primo momento di confusione, gli operatori a considerare che i tassi in America rimarranno bassi almeno per un po’ e quindi si è continuato a deprezzare il Dollaro e a comprare tutte le altre attività (oro, borse, valute emergenti, petrolio etc.) causato dal montare di un continuo, gigantesco “carry-trade”.

Durante il fine settimana, poi, il G-20 ha affermato che di “exit-strategy” (ovvero rialzo dei tassi) non se ne parla proprio ed ha quindi spazzato via le poche, ma minacciose nuvole che si stavano addensando sui mercati.

Queste continue e correnti di acquisto, esaltate da giornalisti e dagli addetti ai lavori (è il gioco delle parti) in una ripetitiva esaltazione del trend hanno portato al record del 2009 il Dow.

E’ vero che questa bella stagione al rialzo sta durando molto, è anche vero che non appena qualche piccola pioggia di vendite ci sorprende abbiamo paura che sia giunto il momento dell’ invernale ribasso. Ed è stancante questo “copriti, scopriti”; ma è l’unico mezzo che abbiamo per rimanere sul mercato; purtroppo proprio quella volta che, di fronte un segnale, non metteremo il “cappotto” o insisteremo al ribasso perché …. “non può essere”!; proprio quella volta subiremo delle perdite forti. Allora pazienza e, anche se i segnali di pericolo sono molti, manteniamoci al rialzo perché il ribasso non è ancora forte abbastanza (meno male). Comunque è sempre meglio dei crolli dell’anno scorso.

Certo venerdì è stato “frustrante” andare short e poi ricredersi; ma l’apertura in gap di oggi, e non solo per le borse, ha dato una dura lezione a chi non ha voluto “rigirarsi” al rialzo.

Quindi “turatevi il naso” e ……. comprate!

Veniamo ai titoli:

Unicredit molto forte in attesa dei dati di domani: dimezzare gli acquisti fatti a 2,25 è saggio.

Ambak ha corretto metà della salita, siamo fiduciosi si può incrementare con stop sotto 1 $.

Yell, le pagine gialle inglesi danno segnali di recupero a 48 pence: comprare.

L’espresso a 2,16 sembra finalmente fuori dal grande trend ribassista: comprare.

Manteniamo le altre posizioni come Mbia e Seat;

Tiscali vendiamo i warrant che sono un regalo e manteniamo i titoli.

L’oro ha raggiunto un target (1.111 $) importante aiutato dal calo del Dollaro: ridurre.

Per quanto riguarda le valute: l’Euro, il Dollaro Australiano e il Kiwi si riportano con prepotenza verso i massimi, quest’ultimo nonostante gli avvertimenti della Banca centrale della Nuovazelanda che cerca di dissuadere gli speculatori.

Ormai anche l’aumento del dividendo di una società lattiero casearia come Fonterra viene usato come pretesto per comprare Kiwi. Mah….

Tuttavia appare interessante comprare a 1,5115 il cross Euro/Chf con stop sotto 1,5070 e target a 1,517

Se vogliamo proprio si vuole comprare il Kiwi si può fare contro Yen (destinato a indebolirsi per i tassi bassi e se pensiamo a un rialzo delle borse) a 66.750 con target sui massimi di periodo 69.7 e stop sotto 64.8

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