Meteo Finanziario: attesa per i commenti della FED

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Anche ieri il Dollaro ha mostrato forza raggiungendo il livello di 1.45 sull’euro. Ciò sta obbligando la chiusura di carry-trade che comportano pressioni ribassiste sui mercati e sulle materie prime. A cura di Salvo Improta

Le borse infatti chiudono al ribasso nonostante dati macroeconomici positivi; fa eccezione Tokio che è influenzata principalmente dai venti di ribasso sullo Yen.

L’anticiclone proveniente dalla Grecia, che non convince nemmeno la Borsa locale con il piano di risanamento presentato, potrebbe ancora condizionare le temperatura dei mercati che, con il rimbalzo dell’Euro, potrebbero invece beneficiare di un rallentamento delle pressioni di vendita.

Tuttavia i commenti della Fed di stasera (i tassi sono attesi invariati) potrebbero portare scompiglio in una settimana tecnica come quella attuale…vedremo. Intanto Bernanke non vede bolle speculative in giro. Mah…se la poteva risparmiare.

Per gli irriducibili rialzisti acquistare dopo le scadenze tecniche, cioè nella settimana di Natale, potrebbe essere più sicuro; alle volte bisogna anche saper stare fuori dal mercato.

L’oro ha rotto la trend-line che aveva sostenuto le quotazioni sino a 1.200 $ e si avvia a rompere anche i 1000 $; manteniamo gli short; la domanda del fisico è solo nelle illusioni dei rialzisti. Nel fine settimana, su Economy”, ho letto un articolo interessante che parla della grave crisi attraversata dal settore orafo in Italia soprattutto a causa della volatilità del prezzo della materia prima. Si stanno creando le stesse condizioni, un grave scostamento tra mercato fisico e finanziario, che portarono al crollo del petrolio da 140 $a 30$.

“Allacciate le cinture, turbolenze in arrivo». E’ questo l’esemplificativo titolo del primo rapporto di Moody’s sul rischio sovrano. La società di rating, parlando del 2010, sostiene infatti che potrebbe rilevarsi un anno tumultuoso per gli emittenti di titoli del debito pubblico, alle prese con le strategia di uscita dalle politiche monetarie e fiscali espansive che si sono rese necessarie per fronteggiare i momenti peggiori della crisi: fa piacere che, anche nel linguaggio, una società della levatura di Moody’s esprima una visione simile alla nostra sulla “bolla” presente nei titoli di stato di cui la Grecia, l’Ucraina e Dubai sono solo i primi, sinistri, scricchiolii.

Appare opportuna la decisione del comitato di Basilea di ritardare l’applicazione dei (rigidissimi) vincoli di bilancio; ci aspettiamo qualcosa di simile anche per Maastricht.

Continuiamo nella nostra strategia per l’investimento del “patrimonio” a preferire azioni ad alto dividendo coperte, per il momento, da vendite di future e null’altro più (anche il c/c potrebbe presentare rischi, ricordate il limite di 103.000 Euro di garanzia in caso di fallimento della banca).

Sull’ Euro/Dollaro manteniamo la posizione rialzista aperta ieri in area 1,45 con target a 1,46 – 1,465 con stop sotto 1,4510 (la coerenza è degli imbecilli).

Il rialzo di Tokio ci da fiducia nello shortare lo Yen contro euro e Dollaro. Acquisti a 89.5 e 130.2 stop 500 pips e profit 1000 pips.

Sterlina sempre tonica contro Euro con target a 0.882 nel mirino; mantenere.

Il Pil australiano inferiore alle attese punisce l’Aussie e il Kiwi: abbiamo parzialmente preso beneficio, rivendiamo sui rimbalzi.

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