L’Artista

In Fictions and Free Texts

L’Artista di un futuro già presente si confronta alla realtà umana.

E’ l’ologramma più titolato di sempre. Up-loading integrati a profusione, riconoscimenti sia sulla direttrice orizzontale che su quella verticale. Ampio consenso extra-sensoriale e richieste di auto-replicazione che piovono quotidianamente da ogni parte del pluriverso. Riconosciuto dal Consiglio Unificato della Mente Universale come il massimo data base trasversale tra i campi dell’auto-updating computazionale e le primitive arti generative. E’ lui l’Artista.

Lo vediamo steso al sole sul prato della sua sintetica tenuta insulare. E’ immobile ed osserva la cascata aerea di pixel informativi che scivolano davanti alla rappresentazione dei suoi organi sensoriali. Distrattamente considera la nuova skin che ha codificato per il suo stesso ologramma durante le ultime unità spazio-temporali della sua linea di attività. Decide di commuoversi. Dalla rielaborazione degli infotoni che ha assemblato per crearsi una veste d’indagine psico-morfica, ottiene in poche unità di scorrimento l’effetto regressivo che gli serve per accedere allo stato emotivo.

E’ lui l’Artista. Lui sa come commuoversi.

Prende possesso della percezione ologrammatica del sé e visita i territori dell’attività tattile primitiva. Infonde pressione durante la creazione atomica di un sistema vascolare interno al proprio ologramma. Si riappropria dello stupore e decide di annullare la distanza tra la propria unità di calcolo e il tempo dell’era ignota.

Regredisce con calcolata lentezza al tempo degli antenati innominabili. Il tempo in cui gli esseri fatti di plasma e carne, “le bestie”, divoravano i corpi di quelli che abitavano il loro stesso pianeta. Compivano il loro rituale di sopravvivenza programmaticamente, incasellando le vittime fisiche in batterie da scarnificare, ingerire, prosciugare ed espellere. L’Artista ha paura. La visione, seppur ampiamente controllata, rivela una parte inafferrabile. L’Artista vacilla. Guarda il sangue. Guarda i gatti che corrono nel buio. Assiste alla copulazione di corpi disgustosi, fatti di carne. Deperibili. L’Artista stacca i contatti della regressione spazio-temporale. Torna alla sua liscia perfezione. Non vuole più soffrire.

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