Informatici senza Frontiere: la diffusione solidale della cultura informatica

In Business and Technology

<p>Donare il 5 per mille ad Informatici senza Frontiere per i progetti di informatica solidale e la diffusione della cultura informatica a favore di persone disagiate e svantaggiate.</p>

Informatici Senza Frontiere (ISF), la più grande associazione di volontariato informatico in Italia con 11 sezioni regionali, 300 soci e decine di progetti di informatica solidale in Italia e all’estero con le principali organizzazioni umanitarie, anche grazie ai versamenti per il 5per1000 raccolti nel 2011, ha potuto portare avanti nuovi progetti e nuove iniziative.

 

Nel 2011 ha insegnato ad usare il PC, in diverse forme, a centinaia di persone in tutta Italia: ospiti di case di reclusione (Roma, Treviso), ex tossicodipendenti (Roma, Bari, Firenze), bimbi di strada (Napoli), rifugiati (Bari), migranti (Saronno), anziani (Trento) e genitori (Firenze) e non solo in Italia, ma anche a Mamurras (Albania), e a Gulu (Uganda). La formazione, da sempre una delle aree nelle quali Informatici senza Frontiere si è impegnata maggiormente, si è ulteriormente sviluppata grazie ad un importante e lungimirante nuovo progetto “Navigare insieme!” con Telecom Italia, con la quale sta attivando vere e proprie palestre di formazione informatica in tante città italiane, per permettere la riduzione del digital divide anche nel nostro Paese. Ha poi installato computer e sistemi informativi, creato siti web, offerto assistenza a enti, associazioni e singoli in Italia, a Bollate, Milano, Bari, Venezia, e all’estero, con il Progetto Open Hospital, in Uganda (Angal), a Kimbau, in Congo, a Malindi, in Kenya; nella scuola di Shashamane, in Etiopia, e in diverse altre strutture, ha portato reti
informatiche per connettere le persone tra loro e al mondo circostante.

 

 

Il progetto “Bambini al pc”, realizzato con i bambini ricoverati nei reparti di lungodegenza è proseguito con successo non solo nelle sedi di prima realizzazione, Brescia e Trieste, ma anche a Monza e al Policlinico di Napoli. Si è poi messo a punto e reso funzionante un collegamento “scolastico” fra una classe elementare ed un bambino costretto per malattia all’isolamento totale (Forli’). Adesso può seguire le lezioni assieme ai suoi compagni, fare compiti ed esercizi come fosse in classe, e parlare con la maestra e i compagni.

 

L’open source
Sul versante dello sviluppo software, ISF ha realizzato nuove funzioni per la applicazione software open source “Open Hospital (OH)”, attualmente installato in una decina di ospedali africani e non, ed ha formato tecnici locali che ne garantiscano l’utilizzo, garantendo il servizio di helpdesk a distanza, per dare supporto agli ospedali che utilizzano OH nelle quotidiane operazioni.

 

L’alfabetizzazione e l’inclusione digitale

Infine, Informatici Senza Frontiere è stata invitata a partecipare a numerosi eventi e convegni sulla democrazia, l’alfabetizzazione e sulla inclusione digitale, a riconoscimento che l’esperienza maturata nel settore in questi anni ne fanno oggi un’autorevole voce nel campo ed è promotore degli Stati Generali dell’Innovazione, nati per iniziativa di circa cento tra associazioni, movimenti, aziende e cittadini convinti che le migliori opportunità di crescita per il nostro Paese sono offerte dalla creatività dei giovani, dal riconoscimento del merito, dall’abbattimento del digital divide, dal rinnovamento dello
Stato attraverso l’Open Government, e sta collaborando attivamente alla proposte per l’ Agenda Digitale Italiana soprattutto nell’area della Alfabetizzazione Informatica. Per realizzare i tanti sogni e progetti che ancora non sono riusciti a prendere forma, ma che sono in cantiere, ISF ha bisogno del contributo e del sostegno di tutti.

 

Per sostenere Informatici Senza Frontiere, basterà apporre la propria firma nella casella riservata al “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, …“, ed indicare con precisione il codice fiscale: 94106980264.

 

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