GenuaNet: una MAN a Genova interconnette 35 sedi universitarie

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<p>A Genova una MAN completamente proprietaria interconnette 35 sedi universitarie e offre servizi anche alla cittadinanza. Con la libertà di evolvere secondo le esigenze dell’ateneo.</p><p> </p><p>di Antonio Boccalatte, Paolo Marino</p><p>GARRNEWS</p>

La disponibilità di una rete di interconnessione a larga banda è oggi un requisito fondamentale del contesto accademico, in quanto consente di rendere interoperabili tra loro informazioni e servizi necessari per l’elaborazione di processi interni all’ateneo.

 

Una università moderna deve fare i conti con una serie di necessità irrinunciabili:

– implementare procedure di digitalizzazione del patrimonio edilizio;

– rispondere ai requisiti della semplificazione amministrativa;

– offrire sistemi sicuri e trasparenti per l’iscrizione e il pagamento delle relative tasse on-line e per la verbalizzazione elettronica degli esami;

– fornire connettività Wi-Fi integrata nel sistema di rete di Ateneo e in grado di supportare in modo trasparente una varietà di dispositivi mobili utilizzati da studenti, docenti e ricercatori residenti e in visita.

 

Molte università italiane, in particolare quelle più antiche, sono però caratterizzate da una distribuzione eterogenea delle sedi didattiche e di servizio, dislocate sul territorio cittadino in zone storiche e in nuovi insediamenti: il poter interconnettere in tempo reale e integrare funzionalmente tali sedi in modo trasparente è quindi a maggior ragione un’esigenza primaria per poter raggiungere quegli elevati standard di efficienza nelle attività didattiche e di ricerca, ma anche nella gestione amministrativa, oggi necessari ad ogni realtà accademica. L’esperienza del nostro Ateneo, che andremo a raccontare in questo articolo, si inserisce dunque in questo quadro generale.

 

L’Università degli Studi di Genova è distribuita sul territorio cittadino, dal centro storico sino ai primi quartieri del Levante, con ben 35 sedi formate da gruppi di edifici, o “comprensori”, che sorgono su aree private di proprietà dell’università e solitamente afferiscono alla stessa area scientifica. Alla fine degli anni ‘90, gli edifici all’interno di questi comprensori furono collegati tra loro in fibra ottica, creando in questo modo tante “isole” o piccoli campus, con connessioni sempre più veloci al loro interno, ma non verso l’esterno, visto che per l’interconnessione di sedi diverse si disponeva solo di collegamenti cittadini CDN a 2 Mbps, decisamente troppo poco per le nostre esigenze.

 

È per questa ragione che all’inizio del 2000, con l’avvento delle nuove regole sulle telecomunicazioni, che segnavano la fine dell’era del monopolio, grazie alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il comune di Genova, è stata sviluppata da CSITA (Centro Informatico e Telematico di Ateneo) la MAN di Ateneo GenuaNet. A seguito del protocollo di intesa con il Comune, fu stipulata una convenzione con la società municipalizzata SasterNet, responsabile della gestione delle fibre ottiche sul territorio cittadino, che permise di realizzare la Rete Metropolitana di ateneo. L’accordo di collaborazione, tutt’oggi operativo, prevedeva che l’università acquisisse le fibre e la municipalizzata si occupasse della posa, della certificazione e della manutenzione del livello fisico. Finanziato principalmente attraverso fondi interni dell’ateneo e con un contributo messo a disposizione dalla Fondazione Carige, il progetto ha permesso di realizzare, in due anni a partire dal 2000, collegamenti tra tutti gli edifici dell’ateneo, creando una dorsale ad anello di 20 km, più una serie di rilegamenti, per un totale di altri 10 km di fibre, che collegano edifici in singola via. La difficoltà principale è stata quella di individuare percorsi dove la fibra fosse già presente, anche a costo di allungare le tratte, in modo da evitare nuovi scavi, che non solo rappresentano un costo molto oneroso, ma sono anche soggetti a limitazioni, soprattutto nell’area del centro storico che, per le sue caratteristiche, non è in grado di sopportare interventi pesanti.

 

Alla fine del 2002 tutti i comprensori, entrando a far parte di GenuaNet, passarono da collegamenti a 2 Mbs a 1 Gbps. Oggi solo tre sedi decentrate, cioè Santa Margherita, La Spezia e Villa Hambury, sono interconnesse mediante collegamenti forniti da operatori esterni, mentre con l’entrata in funzione, il prossimo anno, della nuova sede della Facoltà di Scienze Politiche sarà dismesso l’ultimo collegamento cittadino. I costi dell’infrastruttura, che includono l’acquisto di fibre e apparati e la realizzazione di PoP in sedi universitarie, sono stati ammortizzati in tre anni (all’epoca furono dismesse 30 connessioni CDN) e oggi l’unico costo relativo alla MAN di ateneo è l’affitto e la manutenzione dei cavidotti che ospitano le fibre di nostra proprietà. Nel 2005 la MAN metropolitana è stata estesa ai Campus di Savona e Imperia tramite l’acquisizione di una coppia di fibre in IRU (Irrevocable Right of Use) presso un provider, estendendo anche in queste realtà tutti i servizi della rete di ateneo (telefonia compresa). Uno dei principali vantaggi dal possedere le fibre ottiche, oltre al notevole risparmio economico, è essere completamente indipendenti dai provider e quindi liberi di progettare le future evoluzioni e modificare la topologia della rete a seconda delle esigenze dell’Università. Vista la crescente domanda di connettività mobile, nel 2008 è stata implementata la rete Wi-Fi di Ateneo, GenuaWiFI, che ad oggi conta 230 access point e naturalmente offre connettività eduroam.

 

Quest’anno, utilizzando le fibre di GenuaNet, sono inoltre stati creati due mini-PoP GARR, che affiancano quello “ufficiale”, al fine di offrire a diverse realtà della ricerca all’interno dell’area genovese collegamenti in fibra ridondati più stabili e veloci. GenuaNet ha avuto inizio più di dieci anni fa, tuttavia rimane un progetto vivo e in continuo sviluppo: le prossime fasi evolutive consisteranno nella migrazione dell’intero backbone cittadino a 10 Gbps e nel completamento dell’integrazione voce/ dati verso un’architettura mista analogico/ VoIP. La disponibilità di fibre proprietarie ha infatti permesso al CSITA non solo di implementare una rete dati efficiente, veloce e stabile, ma anche di veicolarvi, nel tempo, una serie di servizi: dai server web e mail di ateneo, al repository “aula web” per la fruizione di lezioni e materiali didattici on demand, a numerosi applicativi legati alla didattica, all’amministrazione e alla contabilità dell’ateneo, fino all’integrazione sull’infrastruttura dell’intero Sistema Telefonico di Ateneo, composto da 36 centrali e 6.500 utenze, creando una rete parallela dedicata solo alla telefonia. In attuazione delle direttive dell’Agenzia per l’Italia Digitale, è inoltre in avanzata fase di realizzazione un nuovo sito di disaster recovery che garantirà la business continuity di tutti i servizi vitali per il funzionamento dell’Ateneo.

 

GenuaNet oggi non si limita a offrire connettività a larghissima banda e alta affidabilità a docenti, studenti e ricercatori, ma veicola anche servizi e applicazioni avanzate a beneficio della società civile, grazie alla collaborazione costante con gli enti locali. Tra i risultati più interessanti prodotti da questa cooperazione possiamo citare la gestione da parte di CSITA dell’automazione dei servizi bibliotecari del Comune, l’uso di AulaWeb per la formazione a distanza del personale bibliotecario comunale e, ultimamente, la realizzazione di un progetto finanziato dalla Regione Liguria, per la creazione di un sistema di sette “Academy Point” distribuiti sul territorio regionale, da Imperia a La Spezia. Si tratta in pratica di un’architettura di rete e di moduli software totalmente integrata con la rete di Ateneo che implementa aule multimediali per l’erogazione a distanza di corsi con contenuti multimediali avanzati e altri servizi ICT. Pensato inizialmente per l’aggiornamento professionale del personale medicosanitario presente negli ospedali della regione, il sistema degli Academy Point permette di offrire corsi in e-learning, ma anche altri servizi, quali l’utilizzo di risorse di rete e di calcolo fornite dall’Ateneo da parte degli enti pubblici locali (Asl, Comuni, Ospedali, Biblioteche) e l’accesso ad Internet per i cittadini.

 

di Antonio Boccalatte, Paolo Marino

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