Digitalife Talk: Neuroni Specchio, Performing Media e Societing

In Arts and Culture

<p>Nell’ambito di Digitalife promosso dalla Fondazione RomaEuropa il 19 novembre alle ore 18 all’Opificio Telecom di Roma si svolge il Talk: "Neuroni specchio, performing media e societing. Il sistema dello spettacolo come specchio della società".<br /><br />di Carlo Infante </p>

Nella premessa al libro di Giacomo Rizzolatti sui “neuroni specchio” c’è una frase emblematica di Peter Brook: “con la scoperta dei neuroni specchio le neuroscienze avevano cominciato a capire quello che il teatro sapeva da sempre”. Di che si tratta? Cosa sa il teatro? E perché è funzionale a comprendere la scoperta dei neuroni specchio? E perché mai tutto questo è riconducibile al fenomeno dei social media?

 

Attraverso il movimento di un corpo osservato, la nostra mente attiva un principio filogenetico di riconoscimento e di sollecitazione, il motore originario dell’apprendimento, per cui arriviamo ad imitare e a ricombinare informazioni per deduzione. Tutto questo è frutto dei neuroni specchio.

Ciò è valso per secoli, grazie ad un teatro che ha diffuso storie, intrecci, modelli di comportamento, elaborazioni psicologiche complesse, rivolto a innumerevoli platee che non avrebbero mai potuto leggere un testo.

Ma il dato più importante sta nel fatto che ciascuno produce il proprio teatro nella propria mente, attraverso lo sguardo (theatron dopotutto significa questo: luogo dello sguardo).

Ogni spettatore rielabora l’esperienza della visione attraverso ciò che sa, ciò che cerca, filtra attraverso la propria autobiografia il proprio stato d’animo. E per acquisire informazione-emozione deve uscire fuori di sé per andare incontro all’altro. Questo è ciò che definiamo empatia.

E’ a partire da questa considerazione che vale la pena riflettere sulla qualità possibile di una comunicazione che si evolve oggi nell’ambito dei social media, nella misura in cui l’energia connettiva riesce a raggiungere un andamento di conversazione più complesso. Ciò nonostante è opportuno pensare che anche nel web si possa stabilire (ed è necessario che ciò sia, per evitare l’entropia di una comunicazione senza senso) uno scambio sociale d’intelligenza relazionale che possa rasentare l’empatia.

 d 

Grazie al web si è riscoperto, dopo decenni di massmedia, che il vero senso del comunicare è nel comunicare “con” piuttosto che nel comunicare “a”. E’ in questo valore connettivo, di scambio se non di contagio culturale che si sviluppa il grande gioco della comunicazione come principio attivo di socialità possibile.

In questo senso sono emblematici concetti come performing media, inteso come capacità di giocare i sistemi della comunicazione interattiva in quanto condizione abilitante e performante (come nel cosiddetto SoLoMo: Social Local Mobile) e societing, per cui si declina il fenomeno del marketing non convenzionale come approccio d’innovazione sociale e di trasmissione virale ed ironica di modelli comunicativi qualificanti.

 

Ne parleranno Carlo Infante (presidente di Urban Experience, co-fondatore di Stati Generali dell’Innovazione e docente freelance di Performing Media) e Alex Giordano (autore di “Marketing Non Convenzionale: Virale, Guerriglia, Tribale,Societing ed i 10 principi del Marketing Post-moderno”, esperto di Netnografia e docente di Social Innovation allo IULM di Milano).

Link Box
www.urbanexperience.it 

Submit a comment