Digital Divide: dalla Foresta al Deserto, l’inclusione è digitale

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<p>I primi risultati del progetto Digital Bridge, un ponte tecnologico con il popolo Saharawi e il Camerun, e l’avvio della seconda fase. Alla Regione Lazio videoconferenza con l’Africa.</p>

Infrastrutture tecnologiche e collegamenti satellitari, formazione e sostegno alla didattica, creazione di una comunità per lo sviluppo, gemellaggi digitali tra scuole africane e italiane, missioni operative di solidarietà: Digital Bridge è il piano operativo di inclusione digitale e sociale a favore delle scuole della regione Lebialem in Camerun e del popolo Saharawi, coordinato dalla Fondazione Mondo Digitale, finanziato dalla Regione Lazio e realizzato sul territorio da Scuole in Rete di Roma (SIR), Lebialem Association for Twinning of Schools (LATS) e Bambini+Diritti onlus. In Camerun il progetto vede la collaborazione anche dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della rete di Ong ActNow Alliance.

 

 

Le 11 scuole coinvolte – 7 gemellate con le scuole camerunensi e 4 con gli studenti Saharawi – animano il progetto con videoconferenze formative, scambio di materiali didattici, campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi. Al liceo ginnasio I. Kant nascono i comitati studenteschi pro-Fontem e all’esame di maturità si parla di Digital Bridge; all’Itis H. Hertz gli studenti insegnano ai loro amici camerunensi a costruire pannelli fotovoltaici; all’Istituto Pio IX ogni anno arrivano i bambini dei campi profughi per l’accoglienza estiva, al 159° Circolo didattico Magliana il problema dell’acqua e dell’alimentazione nel deserto diventa un diario interattivo.

 

 

Grazie al progetto oggi 4 licei di Fontem, in Camerun, studiano italiano e informatica sul web, anche la prefettura e la municipalità possono sbrigare le pratiche on line. Sono 16 gli operatori formati in loco per l’assistenza tecnica a scuole e uffici pubblici.
Nel deserto algerino, nonostante le condizioni ostili, sta per nascere la scuola “superiore” e per la prima volta ragazze e ragazzi potranno proseguire l’istruzione fino alla scuola secondaria senza lasciare l’accampamento. Il progetto ha già coinvolto 8.000 studenti Saharawi e 500 italiani.

 

 

All’evento intervengono:
·      Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale
·      Martin Nkafu, presidente LATS e responsabile del progetto DB in Camerun
·      Matteo Mennini, presidente dell’associazione Bambini+Diritti onlus
·      Padre Janvier Marie Gustave Yameogo, delegato per l’Africa del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali
·      Omar Mih, rappresentante del Fronte Polisario in Italia
·      Cesare Borin, coordinatore tecnico del progetto DB, Act Now Alliance
Seguono le testimonianze di dirigenti scolastici, docenti e studenti in videoconferenza con le autorità locali e le scuole, a Fontem e nei campi profughi Saharawi.

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