Dalla sperimentazione video alla creatività diffusa dei nuovi format del web

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<p>In questi ultimi anni cinema e televisione hanno approfittato delle intuizioni del linguaggio video, neutralizzandone le specificità (tanto da chiamare “corti” le produzioni video, associandole ai cortometraggi) o affogandole nei palinsesti bulimici o saccheggiandole negli spot pubblicitari.</p><p> </p><p>di Carlo Infante</p>

Ciò che a suo tempo è stato sperimentale e trincerato nelle rassegne d’avanguardia ora è diffuso sull’onda di un’innovazione web che pervade tutti gli ambiti della comunicazione, basti citare l’impatto di youtube. Si sta reinventando l’uso delle poetiche video, creando inediti contesti di fruizione culturale. Nuovi ambienti di comunicazione dove il video va fuori dalla cornice televisiva e viene rilanciato non solo sui computer ma negli schermi mobili degli smartphone. I nuovi format video diffusi nel web possono quindi essere raccolti ovunque, passeggiando in città, come accadrà a Empoli nell’ambito del Festival Zone Video, una piccola ma preziosa operazione di “visual guerrilla” che fa da ponte tra i mondi della ricerca video e i nuovi scenari del web, con un bel titolo tematico: «Do it yourself».

Sono infatti previste delle azioni di urban experience dove attraverso delle radiocuffie si potranno ascoltare i repertori video linkati dagli smartphone che inquadreranno i mobtag (detti anche qr-code, quei particolari codici a barre che includono indirizzi web) disseminati lungo il percorso urbano. A trattare di questi temi c’è anche un denso convegno di studi promosso dall’Università di Roma Tre, su Cinema e Rete, dove emergeranno i molteplici punti di vista di tanti studiosi dell’arte cinematografica che stanno prendendo atto di come il web stia rilanciando le intuizioni di una sperimentazione video che persa una battaglia (schiacciati tra l’incudine del cinema e il martello della televisione) sta vincendo la guerra. Quella di una cultura dell’innovazione capace di tradurre una tecnologia in nuovo linguaggio d’espressione culturale. Nel web, dopo vent’anni di rimozione, il video ritrova la sua specificità. E’ il linguaggio cardine delle nuove strategie crossmediali, è l’ingrediente base del mash-up per cui tutto si ricombina e si miscela nel remix, è la condizione abilitante del performing media che permette di giocare la multimedialità mentre si agisce nei territori.

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