COLANINNO (CONFINDUSTRIA GIOVANI): ITALIA DA RECORD PER NATALITA’ IMPRENDITORIALE

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Matteo Colaninno, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, nel contesto del Premio Nazionale Innovazione, ha sottolineato la grande vitalità  del mondo delle start-up italiane, che per effettuare il salto di qualità  verso l'alta competitività  a livello europeo necessitano però di maggiori investimenti in ricerca ed innovazione tecnologica.

Di seguito l’abstract dell’intervento di Matteo Colaninno in occasione della finale del Premio Nazionale Innovazione svoltosi alla Città della Scienza di Napoli la scorsa settimana: 

Il Premio Nazionale Innovazione  è un’iniziativa ad altissimo valore simbolico, perché si propone di trasformare la grande inventiva imprenditoriale dei giovani italiani in aziende che operano concretamente sul mercato. In questo modo il Premio fornisce opportunità nuove a chi ha idee innovative, talenti e passione per realizzarle, ma non ha gli strumenti per tradurle in realtà imprenditoriali. 

Lo straordinario bilancio dell’iniziativa, che in cinque anni ha creato circa 200 nuove imprese attive sul mercato – di cui oltre 30 hanno già una dimensione internazionale – è il “premio” migliore per chi, come i Giovani Imprenditori, ha contribuito in modo decisivo alla nascita del progetto e continua a sostenerlo negli anni. 

Il Premio Innovazione è, dunque, un modello vincente di partnership tra il sistema delle imprese e il mondo universitario, in grado di liberare energie imprenditoriali, aiutare in concreto i giovani talenti a trasformare il sogno d’impresa in realtà, creare aziende destinate a reggere l’impatto dei mercati globali. 

L’Italia vanta uno dei tassi record in Europa per natalità imprenditoriale. Nel nostro Paese nascono ogni anno più di 400000 nuove imprese: in media circa 1000 aziende al giorno. 

Ai dati straordinari sullo start-up d’impresa non corrisponde, tuttavia, la capacità di far crescere le nostre imprese, investendo adeguatamente in ricerca e innovazione tecnologica. Nel nostro Paese, infatti, investiamo solo l’1,1% del Pil in R&D: il 20-30% in meno rispetto ai competitore europei. 

Il deficit di ricerca nel nostro Paese, peraltro, è la causa principale della “fuga dei cervelli” italiani all’estero. Una recente ricerca del Censis mostra che il 35% dei ricercatori “in fuga” va negli USA, il 26% sceglie la Gran Bretagna e l’11% la Francia. L’87% di questi ricercatori, ritiene che il sistema di ricerca in Italia non garantisce sbocchi, è lento e burocratico. 

In questo contesto l’Università, può e deve diventare il principale alleato delle aziende italiane: se alziamo gli occhi al di sopra dei recinti domestici, osserviamo che la partnership tra questi due mondi è la ricetta del successo dei territori che nel mondo avanzato stanno vincendo la sfida della competizione globale. 

Eppure – in Italia – accademia e impresa stentano ancor oggi a dialogare, a trovare un linguaggio comune. Il ponte tra impresa e Università deve essere costruito, oggi, anzitutto dai suoi protagonisti, promuovendo un “salto culturale” all’interno di questi due mondi. 

Il Premio Nazionale Innovazione è un segnale importante in questa direzione, perché traccia la strada della “grande alleanza” di cui ha bisogno oggi l’Italia: eliminando le barriere che ancora oggi dividono aziende e atenei, possiamo progettare insieme un nuovo sviluppo per il nostro Paese e una nuova mappa delle opportunità per i giovani italiani. 

Matteo Colaninno (Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria)

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