Città Intelligenti: Gli Stakeholders delle Smart Cities

In Debates and Public Life

<p>Gli stakeholders (portatori di interessi, non solo azionisti, siano essi cittadini o amministratori) delle città intelligenti sono molti, ma non tutti hanno la stessa capacità di fare "lobby", di difendere i loro interessi, anche se le nuove forme di social networking possono attivare un processo di partecipazione ed aggregazione molto forte.</p>

da un intervento di Donato Toppetta nel corso di Innovatori Jam (13-14 settembre 2011)

 

E’ inoltre centrale la sfida di mettere in rete, di consentire un dialogo ed un confronto efficace tra gli interessi, i vincoli e le motivazioni degli stakeholders, perchè ne risulti una visione integrata e condivisa di trasformazione della città.

 

Riassumiamo di seguito quali sono i principali stakeholders delle smart cities:
• Rappresentanti di Funzioni di Governo presso Istituzioni Locali: Regioni, Provincie, Città; Organismi nazionali ed internazionali di città (es. ICLEI, EuroCities, C40, ANCI, Agenda 21, Covenant of Mayors, etc.), Agenzia del Territorio ed Enti responsabili dello sviluppo, dell’urbanistica e della tutela del paesaggio, sovraintendenza monumentale, prefettura e polizia municipale.

• Ministeri: della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione, del Rapporto con le Regioni, del Turismo, dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare, delle Infrastrutture e Trasporti, Lavoro e Politiche Sociali, Istruzione, Università e Ricerca, Beni ed Attività Culturali, Sviluppo Economico, Salute, Economia e Finanze.


• Aziende ed Operatori del settore ICT con particolare riferimento agli ambiti relativi a P.A., e-government, logistica, infomobilità /ITS, telelavoro / telepresenza / telesorveglianza, digital signage.


• Utilities (energia, teleriscaldamento, illuminazione pubblica, risorse idriche, ambiente, manutenzione verde urbano, trasporti pubblici, rifiuti urbani).


• Sicurezza, Servizi socio-sanitari e servizi alla persona (sanità domiciliare ed assistenza).


• Logistica, piccola e grande distribuzione, ANAS.


• Trasporti pubblici e costruttori o noleggiatori di veicoli (Car & Bike Sharing).


• Logistica, info-mobilità ed Intelligent Transport Systems, Mobility Managers, servizi di car pooling.


• Servizi finanziari (per lo sviluppo) e fondazioni bancarie e Servizi del terziario avanzato.


• Telelavoro e telepresenza, incubatori d’impresa.


• Media digitali e spettacoli locali (Cinema, Teatro, Musica, Coinferenze, etc), servizi turistici e culturali, Enti Provinciali del Turismo.


• Edilizia sostenibile e domotica, infrastrutture, Facility Management & Energy Management.


• Associazioni e studi professionali, Confederazioni e Camere di Commercio.


• Università e centri di studio e di formazione.


• Associazioni di Cittadini interessati allo sviluppo di nuovi contesti urbani, in grado di consentire migliori qualità di formazione, di lavoro e di vita personale e sociale, Associazioni not for profit, partiti politici.


• Cittadini Residenti nelle città, spesso in relazione specifica con determinati quartieri, frazioni, nuclei territoriali urbani (NTU), calle, rioni ed altre specifiche denominazioni dello spazio territoriale, culturale, economico di residenza, consumo, relazione e lavoro.


Ad essi si aggiungono i flussi dei così detti “City Users”, rappresentati prevalentemente da due categorie: Pendolari per studio e lavoro e Turisti, categoria che nelle città d’arte e turismo italiane ha una specifica rilevanza sia in modo stagionale, sia in relazione ad eventi speciali (es. Olimpiadi, Expo universali, Campionati mondiali, Festival, etc.).

 

Originally Published 2011-09-15

Submit a comment