The Deformity of Beauty: il cinema sperimentale indaga su bellezza e deformità

In Arts and Culture

<p>“La deformità della bellezza: un’ ultima danza con le fanciulle del Mutter Museum” è un cortometraggio sperimentale di Valentina Lari, basato sulle storie vere di alcuni resti umani femminili attualmente ospitati nel Mutter Museum di Filadelfia.</p>

Squarci della loro vita passata si rivelano attraverso gli occhi di una giovane donna, un visitatore senza tempo che diventa la testimone dei segreti e le avventure di queste misteriose – e spesso infelici – meraviglie mediche. Come in una versione distorta di “Alice nel paese delle meraviglie”, si ritrova partecipe di eventi ed emozioni passate che sono rimaste prigioniere nelle teche fiocamente illuminate del museo.

L’ultimo ballo, quasi un rito di passaggio, simboleggia la liberazione spirituale e fisica del personaggio principale che, non a caso indossando abiti d’ispirazione vittoriana, si lascia alle spalle antiquate restrizioni fisiche e morali.

 

Ispirato dal saggio del filosofo David Hume e girato interamente in situ, il film affronta il concetto di bellezza e deformità attraverso una narrazione onirica e una colonna sonora inquietante, cercando di presentare questi preparati anatomici soprattutto come esseri umani e non solo come curiosità mediche. Tuttavia, vista l’innegabile importanza educativa che ancora oggi ritengono le collezioni patologiche diffuse nel diciottesimo e diciannovesimo secolo, il film evita critiche dirette e gratuite, ma aggiunge una connotazione emotiva e umana a una collezione spesso quasi esclusivamente studiata e osservata da un punto di vista puramente scientifico.

 

Valentina Lari, nata a Firenze, vive e lavora a Londra da diversi anni. Si occupa di film e fotografia ed il suo lavoro e’ stato esibito in mostre e eventi internazionali.

www.valentinalari.co.uk

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