CINEMA: Herzog Cambia Pelle. Intervista a Werner Herzog, Nicolas Cage e Eva Mendes

In Arts and Culture

Bad Lieutenant : Port of New Orleans sbarca al lido, con una parata al seguito, il regista visionario Herzog, ritorna alla fiction regalandoci un film noir-grottesco carico di presente americano. In sala partecipano alla conferenza anche Nicolas Cage, protagonista e ottimo interprete come non lo si vedeva più da Leaving Las Vegas e la coprotagonista Eva Mendes. - di Valentino Cuzzeri

INTERVISTA – WERNER HERZOG, NICOLAS CAGE E EVA MENDES
Herzog cambia pelle

di Valentino Cuzzeri

Che rapporto intercorre tra il suo film e quello precedente del 1992 di Abel Ferrara?

La conferenza si riscalda subito, con le prime battute del regista:
Non conosco Abel Ferrara non so chi sia, dovrei incontrarlo e conoscerlo qui, andremo a prendere un whisky insieme.

E sulla scia alcolica, si dipana la seconda domanda .
Visto il largo uso di sostanze illegali all’interno del suo film, esiste un interrelazione tra le droghe e lei, o ne ha mai fatto uso?

HERZOG: In che pianeta vive lei? Non ho mai fatto uso di droghe, non mi interessano i risultati o gli effetti che le droghe producono sulla mente umana.

E’ stato difficile immedesimarsi nel ruolo del Tenente noir di Herzog, rispetto al suo conclamato ruolo in Leaving Las Vegas?

NICOLAS CAGE: i due ruoli sono simili ma non troppo, in Leaving Las Vegas ho espresso più fotorealismo, sperimentando su di me effetti alcolici elevati per rendere credibile e reale il mio ruolo, nel film di Herzog sono più impressionista, mi rifaccio a ricordi ed esperienze passate per plasmare il mio personaggio e portarlo al limite così come richiede spesso Werner Herzog.
Il viaggio a New Orleans ha rappresentato per me una svolta personale interiore, nella patria del Jazz ho ritrovato il giusto stimolo e la giusta percezione di me stesso, il personaggio che interpreto è un po’ come una partitura jazzistica, cioè inesistente, si allontana dalle partiture classiche lasciandoti libero di sperimentare te stesso nella scia artistica. Questo è Herzog, un intelligenza
Superiore che ti infonde fiducia e ti lascia essere artista provando soluzioni spontanee.

WERNER HERZOG: ho chiesto ai due attori di spingersi fino al limite del credibile e fino al limite fisico, di cambiare la postura in funzione del ruolo, di inventarsi e scoprire il proprio adattarsi ad un ruolo così ricco di sfaccettature .

Eva, abbiamo apprezzato molto il tuo ruolo di Frankie e troviamo che sia riuscita a donarle un anima con svariate sfaccettature, è stato difficile per te?

EVA MENDES: Appena ho sentito Herzog e Nicky Cage, ho accettato, il personaggio di Frankie è un anima nera torturata, una donna anche dolce e sempre in lotta con il mondo per farcela con le proprie forze. Ho amato questo ruolo e avere un regista così preparato, rende tutto più facile.

Che rapporto c’è tra il suo film e la politica o la situazione Americana odierna?

HERZOG:Il noir che permea il film, non è un noir senza una salvezza, e un noir umoristico, mi pare di aver sentito delle risate in sala. È un periodo particolare per l’America, la cosa che mi sorprende sempre dopo una crisi è che l’America si rialza, prima con Kennedy e ora con Obama.
Il cambiamento ci porta ad un espressione cinica e “noir” della vita, un modo di interpretare il reale quando i cambiamenti irrompono nel quotidiano.
Ci eravamo accorti di questa esigenza già nell’ultimo film di Batman, un film dark nei contenuti, Ledger cercava con il suo ruolo di farci capire che i cambiamenti erano imminenti e che stava per accadere qualcosa.
I cambiamenti sono difficili da accettare, e spaventano, e questa paura ci porta alla disperata ricerca di una salvezza, per questo il mio film anche se di genere, non è definibile un noir canonico, dove il nero adombra e opprime le scelte dei protagonisti fino al finale.

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