Biodynamics and Green Tech: il vino biodinamico

In Science and Society

<p>Si può parlare di "caso" per la viticoltura ed il vino biodinamico? Sì, perché questo particolare tipo di vino da agricoltura biologica sta assumendo un ruolo di grande rilievo, soprattutto nella viticoltura francese, grazie a Nicolas Joly e al suo circolo informale dei Vignerons d’exceptions.</p>

In Italia esistono ormai numerosi viticoltori biodinamici, che utilizzano come detto la dicitura “vino da uve provenienti da agricoltura biodinamica”. Per la vinificazione viene fatto un elenco di tecniche e prodotti permessi. Ogni altro tipo di intervento o prodotto, non permesso, è automaticamente vietato.

La specifica delle azioni prevede:
Controllo termico delle fermentazioni; refrigerazione; filtrazione con coadiuvanti di filtrazione (filtrina o farina fossile, perlite, cellulosa); lieviti selezionati, enzimi pectolitici e batteri malolattici non OGM; gas inerti alimentari; alimenti per lieviti; acidificazione con utilizzo di acido tartarico per un massimo di 1 gr/L; disacidificazione con utilizzo di bicarbonato di potassio e tartrato neutro di potassio; albumina d’uovo di origine biologica; caseina e caseinato di potassio; bentonite; carbone per uso enologico; tannini.

L’anidride solforosa è ammessa in tutte le sue forme, entro i limiti massimi di 60 mg/L per quella totale e di 15 mg/L per la solforosa libera. L’aumento del contenuto alcolico naturale è ammesso con MC e MCR provenienti da agricoltura biologica. Infine, i prodotti per la pulizia devono essere quelli ammessi dal Reg. CEE 2092/91 e dai disciplinari per l’agricoltura biodinamica.

Per l’imbottigliamento sono vietati espressamente: capsule in piombo, alluminio e stagno; tappi in PVC; pastorizzazione. Tra i contenitori, sono ammessi acciaio inox e legno, per tutti gli altri contenitori è necessario un certificato di analisi di un laboratorio esterno che comprovi l’assenza di cessioni.
Come si può osservare, anche alla luce del paragrafo precedente, si tratta nel complesso di tecniche enologiche sostanzialmente simili a quelle di altri disciplinari di vinificazione biologica.

Grazie all’identificazione di alcuni ceppi di lieviti capaci di assorbire il biossido di zolfo liberato dal vino, trasformandolo in ioni, è stato possibile ridurre la concentrazione dei solfiti. Lo spumante così ottenuto rappresenta una notevole innovazione in fatto di tecniche enologiche ma è anche frutto di una azienda che dedica grande attenzione all’ambiente e controlla tutta la filiera produttiva.

 

Nel 2005 nasce il primo prosecco biodinamico DOC “Col di Manza”, seguito poi dal prosecco superiore DOCG biologico, a cui si affianca la produzione di numerosi vini tutti rigorosamente organic.

La Perlage Vini profondamente radicata nel territorio della Valdobbiadene, patria del prosecco, da tre generazioni coltivano con passione e laboriosità i propri vigneti. Questa passione, unita al rispetto e all’amore per la terra, li ha portati nel 1981 ad essere tra i primi ad adottare tecniche agricole ed enologiche assolutamente naturali per poi convertirsi ai metodi di agricoltura biodinamica, che hanno permesso di ottenere le principali certificazioni del settore(Demeter, National Organic Program tra le altre).

 

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perlagewines.blogspot.it

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