Adriana Bucco è la nuova leader delle imprenditrici agricole

In Debates and Public Life

E’ Adriana Bucco la nuova leader delle imprenditrici agricole della Coldiretti. Nata ad Asti nel 1964 è laureata in Lingue e Letterature straniere presso l’Università di Torino. La nuova responsabile nazionale del Coordinamento Donne Impresa Coldiretti è titolare di una impresa agrituristica a indirizzo vitivinicolo e ortofrutticolo nel comune astigiano di Cellarengo. L’azienda dispone di un laboratorio di trasformazione per la vendita diretta dei prodotti come marmellate, vino, salsa, miele, di un maneggio con sei cavalli e un pony e una struttura per operare come fattoria didattica.

 

Adriana Bucco è vice presidente della Federazione Coldiretti astigiana e vice presidente della Commissione femminile del Copa (Comitato organizzazioni professionali agricole dell’Ue).

 

 “La mia avventura in agricoltura è iniziata nel 1991 con la precisa intenzione di praticare un’agricoltura biologica, dopo aver deciso di abbandonare l’impiego cittadino per offrire a mia figlia un’infanzia di spazi verdi e aria pulita. Ereditata l’azienda agricola paterna, insieme alla sorella ne ha ampliato la superficie. Adriana Bucco ha recuperato la cascina in cui erano nati i nonni e ha contribuito a dare splendore a un territorio della campagna astesana, tra il Roero e il Monferrato celebre per le sue produzioni, prima tra tutte il vino. “Il luogo e i terreni erano ideali, isolati e incolti – precisa – e già nel 1993 è arrivata la certificazione biologica. Poi finiti i lavori di ristrutturazione della cascina, siamo partiti con l’agriturismo”. “Vorrei continuare il percorso iniziato dalle dirigenti che mi hanno preceduto – sostiene nella sua prima dichiarazione dopo la nomina a leader delle imprenditrici agricole Coldiretti – Il mio impegno sarà rivolto a far considerare il modo di fare impresa delle donne come un valore aggiunto per l’agricoltura italiana. Infatti noi non ci misuriamo solo con l’agricoltura tradizionale, ma siamo protagoniste della multifunzionalità agricola, dando vita a imprese valide economicamente e capaci di intessere un dialogo con i consumatori e con la società nel suo insieme”.

 

 

Submit a comment