A Napoli il Forum su Biotecnologie Industriali e Bioeconomia

In Science and Society

<p>Si terrà dal 22 al 23 ottobre a Napoli la terza edizione del Forum Italiano sulle Biotecnologie Industriali e la Bioeconomia (IFIB), l’evento organizzato da Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica, Innovhub-SSI e il Centro italiano per la Biocatalisi.</p>

Dopo i successi registrati nelle prime due edizioni che si sono tenute a Milano, l’edizione 2013 si presenta all’insegna delle novità: non solo si sposta a Napoli, grazie alla collaborazione della Camera di Commercio di Napoli, del Consorzio Technapoli e del Centro di competenze della Campania sulle biotecnologie industriali (Bioteknet), ma per la prima volta si terrà totalmente in inglese con lo scopo di allargare il network italiano della bioeconomia all’area Euro-Mediterranea. 

Università, centri di ricerca e imprese avranno l’opportunità di presentarsi e confrontarsi nelle diverse aree di un metasettore industriale – quello della bioeconomia – su cui l’Unione europea punta decisamente per conciliare crescita economica, creazione di nuovi posti di lavoro e sviluppo sostenibile. Già oggi in Europa la bioeconomia impiega 22 milioni di lavoratori (il 9% della forza lavoro complessiva) e genera un volume d’affari di 2mila miliardi di euro.

Per candidarsi a partecipare (la partecipazione è totalmente gratuita) non bisogna far altro che compilare il modulo scaricabile dai siti: www.assobiotec.it, www.innovhub.it e www.italianbiocatalysis.eu

“La bioeconomia  è un driver di crescita su cui anche l’Italia deve puntare con forza per uscire da questa terribile crisi che continua a cancellare imprese e lavoro”, dichiara Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec.

“Sorprende – sottolinea Sidoli – che in questa campagna elettorale nessuno degli schieramenti in campo abbia fatto un ben che minimo cenno alle enormi potenzialità della bioeconomia. Eppure stime OCSE sostengono che nel 2030 le biotecnologie avranno un peso enorme nell’economia mondiale: 50% dei prodotti agricoli, 80% dei prodotti farmaceutici, 35% dei prodotti chimici e industriali. Incidendo complessivamente per il 2,7% del Pil globale”.

“Gli altri paesi europei, USA, Brasile, Cina e Canada – rincara la dose il Presidente di Assobiotec – stanno investendo in modo rilevante in politiche di sostegno della bioeconomia, molte delle quali sono a costo zero per i bilanci statali. E gli investimenti in innovazione sono sempre ripagati: secondo stime dell’Unione europea ogni euro investito nella bioeconomia oggi genererà un valore aggiunto di 10 euro entro il 2025”.

“Auspichiamo davvero che chiunque sarà chiamato a guidare il governo nei prossimi anni inserisca una strategia sulla bioeconomia al centro della propria agenda politica, al pari di quanto hanno fatto i principali paesi, per un rilancio competitivo del Paese. Serve immediatamente una strategia nazionale che valorizzi l’immenso patrimonio scientifico e industriale che ha l’Italia: grandi industrie, piccole e medie imprese biotecnologiche e centri di ricerca, un serbatoio di innovazione in grado di ridare slancio al Paese”.

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