A Firenze sbarcano gli UFO: il neo-futurista Cecchini ritorna con una monumentale installazione marmorea

In Arts and Culture

<p>E' stata inaugurata stamane giovedì 21 la spettacolare istallazione ideata da Graziano Cecchini: un villaggio di marmo sul tetto di Firenze. Si chiama<strong> "Rock"</strong>, ovvero pietra, l’acropoli marmorea formata da quattrocento tonnellate di marmo che ha preso forma<strong> al Piazzale Michelangelo</strong>. L’istallazione è ideata da <strong>Graziano Cecchini</strong>, l'artista futurista famoso per aver colorato di rosso la Fontana di Trevi.Si potrà visitare la cittadella di marmo costruita con i blocchi che arriveranno direttamente dalle cave di <strong>Massa e Carrara</strong>, da cui già <strong>Michelangelo</strong> estraeva il materiale per le sue creazioni, fino a sabato mattina. Blocchi di marmo più piccoli sono diventati dei tavoli per la degustazione di prodotti tipici. Sui uno di questi campeggiava la scritta <strong>UFO</strong>.</p>

Si, gli UFO. Che sono nati IN TOSCANA ben prima di ricomparire nella veste di Unknown Flying Object, essendo stati battezzati per la costruzione della Fabbrica del Duomo di Firenze.

I marmi delle Apuane viaggiavano infatti dalle cave fino alla Fabbrica di S.Maria del Fiore con il marchio UFO (Usum Florentinae Opera) per non pagare dazio e sgravare la Fabbrica di una una parte degli enormi costi sostenuti per realizzare il colossale capolavoro in quasi 180 anni di cantieri aperti.
Per la verità forse il marchio era AUFO (Ad Usum ….) da cui il mangiaufo popolare, ma si può forse omettere la preposizione e goderci il fatto di aver coniato anche gli UFO. In Toscana.

Ovvero: dopo Michelangelo,  Leonardo e Galileo c’è poco da stupirsi…
 
Cecchini, una volta concluso il montaggio dell’opera, è salito su uno dei blocchi di marmo ed ha dato vita ad una breve performance rovesciando prima un sacco di polvere (bianca) di marmo e poi accendendo due fumogeni arancioni. La polvere bianca voleva richiamare l’attenzione su quella che respirano tutti i giorni i cavatori. “Questo marmo – ha detto Cecchini – arriva dalle stesse cave da cui già Michelangelo estraeva il materiale per le sue creazioni. Il prossimo anno voglio portare questa stessa opera a Parigi, sugli Champs Elysees”.
 
Per realizzare l’opera una colonna di 14 Tir, lunga un chilometro, ha viaggiato di notte dalla provincia di Massa e Carrara fino a Firenze. Sul piazzale Michelangelo si è svolta una delle performance del Festival più singolari: con una gru i blocchi di marmo sono stati sollevati dai camion e disposti a terra formando una composizione artistica, una specie di quadro tridimensionale. 
 
 Oltre all’artista Cecchini, erano presenti presenti gli assessori della Provincia di Massa Cararra Lara Venè e Paolo Baldini. In rappresentanza degli Industriali di Massa Carrara, Stefano Grassi, Paolo Chiappini direttore Fondazione Sistema Toscane e Daniele Lauria direttore artistico del Festival della Creatività. Si ringraziano gli uffici della Direzione Mobilità del Comune di Firenze e tutti gli uffici comunali che hanno collaborato per la realizzazione dell’iniziativa.

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