A cena con Bulgheroni

In Fictions and Free Texts

Il cuoco futurista Bulgheroni ci introduce alla sua visione dell’alta cucina.

E’ la notte del 21 Febbraio 2009. Bulgheroni si aggira per le strade intorno a Piazza di Pietra, a Roma. Mosso da languore decide di cercare un ristorante in cui appagare il proprio appetito. Si muove nel suo abito cucito con filo di acciaio. Entra in un locale come se ne trovano tanti tra le vie strette del centro storico.
Si guarda intorno incurvando l’angolo della bocca e prende la parola sbattendo due volte il suo bastone al suolo. Un gruppo di Giapponesi alza lo sguardo sulla sagoma massiccia del signor Bulgheroni.

– E allora? Che succede qui?
La voce baritonale di Bulgheroni squarcia il vociare multilinguistico. Bulgheroni spazza con lo sguardo la sala ammutolita.
– Basta con questa pastasciutta, assurda religione gastronomica italiana.
I giapponesi lo guardano con occhi sgranati.
– Uno stomaco appesantito non è mai favorevole alla sanità, all’agilità e alla freschezza dell’intelletto e del fisico.
I giapponesi confabulano tra di loro a voce bassa. Bulgheroni li guarda e si fa avanti nella sala. Guarda un pezzo di carne che galleggia in un ragù di funghi.
– Sempre queste miscele tradizionali. Chi di voi qui dentro ha ordinato un Decollapalato?
Allo sguardo interrogativo di un uomo dai capelli lunghi Bulgheroni risponde.
– Il Decollapalato, sapiente miscela in parti uguali di sugo di carne, vino spumante e liquori aromatici… nessuno di voi l’ha ordinato vero?
– Il Maitre non ce lo ha indicato signore. Dice l’uomo dai capelli lunghi.
– Il Maitre? Bulgheroni aggrotta la fronte. Mi dica: lei è arrivato qui con lo chauffeur, magari per degustare i celebri hors-d’oeuvre del nostro chef? Siamo in Italia signore! Bulgheroni alza di qualche tono la voce. Il Maitre è il responsabile di sala! Ed è l’autista che vi ha accompagnato qui per assaggiare gli antipasti preparati dal nostro cuoco.
L’uomo dai capelli lunghi si rivolge ad una donna in tailleur.
– Non si parla a tavola signori! Basta con questo quotidianismo mediocrista. La voce di Bulgheroni è vibrante. Al limite dovreste declamare poesie per accendere di intensità sensuale i sapori delle vivande.
I giapponesi annuiscono.

Irrompono in sala due guardie che si avvicinano al signor Bulgheroni che con sguardo di fumo e metallo lucente li apostrofa immediatamente:
– E allora signori! Chi vi ha chiamati?

Di quella notte a Roma sono rimaste poche testimonianze fotografiche:
Immagine 1: Bulgheroni e le due guardie sono seduti al tavolo insieme ai giapponesi e tutti affondano le mani nel piatto portando alla bocca strani bocconi dai colori variopinti.
Immagini 2-9: In una serie di scatti sono raffigurati strumenti scientifici come ozonizatori e apparecchi a raggi ultravioletti. Il centro della tavola è decorato con patate intagliate e colorate. I commensali si asciugano la bocca con fogli di carta argentata. Tutti sembrano molto concentrati.

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